Attualità




1) Studi Interni per la "Banca Dati" di "Euroacademy":


2) Temi di rilievo nel settore dell'inquinamento ambientale sullo "Smog Cittadino" prodotto dai veicoli circolanti:


3) Sentenze emesse:


4) Studio Tecnico delle fotografie digitali ed analogiche:


5) Recensioni:




















1. Studi Interni per la Banca Dati di Euroacademy:

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2. Temi di rilievo nel settore dell'inquinamento ambientale sullo "Smog Cittadino" prodotto dai veicoli circolanti:

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"CRUSADE"
INQUINAMENTO DELLE NOSTRE CITTA'

Aprile 2000

La gravissima situazione dovuta all'inquinamento delle nostre città è causata principalmente dalle emissioni dei veicoli con motore a combustione interna (benzina e diesel), ed a minor livello, nella stagione invernale, quella dovuta al riscaldamento domestico, che in buona parte beneficia del metano, assai meno dannoso.

Infatti, soprattutto per l'impiego delle "marmitte catalitiche" imposto dagli Stati Uniti per effetto dell'azzeramento del piombo nelle benzine, si è dato luogo ad emissioni (particolarmente per carburanti della serie "aromatica") dannosi per la. salute, essendovi compresi anche prodotti cancerogeni e leucemici.
Meglio era forse "poco piombo" nelle benzine, anziché presenza di prodotti molto pericolosi in atmosfera. Oggi poi è risuonato il grido d'allarme per il MTBE necessario per rimpiazzare appunto il piombo. Prescindendo dal fatto che anche in questo caso non sono note le relative emissioni delle "Verdi" e delle "Rosse" , se questo componente ottanico viene escluso per le sue caratteristiche cancerogene a causa dell'inquinamento delle falde acquifere, occorrerà allora non trasportare più nemmeno acido solforico, nitrico e infiniti altre sostanze per la stessa ragione. Qualora poi detto inquinamento fosse imputabile a dispersione dei serbatoi dei distributori allora il problema dovrebbe essere risolto diversamente.
L'intero processo della combustione comunque comporta l'emissione di altri prodotti fortemente irritanti delle vie respiratorie che incidono sul nostro sistema respiratorio, particolarmente sensibile nei giovani.
Oggi infatti una altissima percentuale di giovani (ed anche di meno giovani) risulta, a differenza del passato, colpita da malattie respiratorie che facilitano ovviamente l'ingresso nel nostro organismo di altri componenti più pericolosi.

La testimonianza dell'intera Organizzazione Sanitaria, in particolare dei settori di Pneumologia e Radiologia, potrà fornire dati a conferma di questa allarmante situazione di cui non è nota la precisa origine.

E' pur vero che su questo argomento non si deve tralasciare l'apporto dei motori "diesel" anche se le relative emissioni risultano essere di gran lunga inferiori per pericolosità a quelle delle benzine, essendo infatti prescritto un semplice filtro per le particelle di carbonio in sospensione (Particolato PPM10, ossia particelle di dimensioni inferiori ai 10 millesimi di millimetro dannose per l'intasamento degli alveoli polmonari), mentre allo scarico non è richiesta alcuna funzione catalitica.
Il gasolio inoltre, avendo una caratteristica di infiammabilità di gran lunga inferiore a quelle delle benzine, non comporta i tragici incidenti relativi all'incendio delle vetture munite di marmitta catalitica (queste raggiungono in 15/ 20 minuti una temperatura di regime di circa 600 - 800 gradi centigradi, - in città dove la potenza impiegata nelle ore di punta è minima e quindi il funzionamento iniziale è quanto mai difettoso - mentre fuori città a piena potenza il tempo è breve, non sussiste il contatto ravvicinato ma è latente il pericolo per l'alta temperatura della marmitta).
L'evoluzione del motore diesel ha raggiunto inoltre notevoli livelli di efficienza (sia per l'iniezione diretta sia per l'innovazione FIAT del "Common-rail") in prestazioni e in risparmi, dando luogo ad un mercato in decisa espansione.
Il ridottissimo consumo infatti consente oggi percorrenze sino a oltre 20 km/litro con notevole risparmio per l'utente, per la raffineria ed infine per il paese.

In conclusione quali possono essere i rimedi ai disastrosi pericoli per la nostra salute?
- Trasporti urbani a trazione elettrica o "diesel-elettrica";
- Trasformare il nostro parco auto private da benzine a diesel (eventualmente a metano se la tecnologia porterà consistenti migliorie al relativo propulsore visto il minor rendimento), in attesa dello sviluppo della trazione elettrica.

Per una verifica di quanto sopra si ritiene necessario creare dei "Centri" per effettuare a campione un serio controllo delle emissioni del nostro parco circolante in quattro o cinque delle nostre maggiori città, da un lato basandoci sulla disponibilità volontaria di una parte degli automobilisti, da integrare con una possibile legislazione ad hoc al fine di una completa, razionale e aperta valutazione di questo gravissimo inquinamento.

Ciò al fine di rendere l'opinione pubblica informata e consapevole circa lo stato di inquinamento oggi esistente nelle nostre città e delle relative implicazioni sulla nostra salute, soprattutto di quella dei giovanissimi oggetto di questa tragica aggressione.

Combattiamo la "NON INFORMAZIONE"

Dott. Ing. G.B. Rupnik, Directed 15 years R&D (research) under Shell and I..P. Italiana operating (with Labs in Ge.Rivarolo) also in the pollution area and in association with FEEMAS (FIAT, ENI, ESSO, MOBIL; AGIP; SHELL) ,closed long ago.
Dott. Ing. G.F. Migone, High level manager with long chemical engineering experience.
Dott. C. Orlandi, High skilled chemical manager with long R&D experience in fuels and lubricants.
Dott. Ing. M. Santini, Tribunal consultant, experience in the pollution area - Association "EUROACADEMY".

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<< Radioanchio di lunedi mattina, del 20/03/00, ha trattato a lungo l'argomento "inquinamento auto cittadino" citando tra l'altro uno studio dell'associazione FOE che dichiara: ".....nelle aree urbane (il cittadino) ha un incremento di rischio di contrarre un tumore polmonare sino al 33% "
Noi siamo convinti che il diesel -in attesa di migliori propulsori- sia il meno peggio sotto tutti i punti di vista, come pensano i tedeschi e i francesi.
Siamo comunque a disposizione per approfondire l'argomento.
P.S. Chiunque venga a conoscenza dell'allegato documento (ovviamente se d'accordo) preghi un conoscente di fare avere al presente indirizzo di INTERNET la propria adesione con relativo indirizzo, affinchè ci sia consentita una FORTE AZIONE. >>


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CRUSADE

Prodotti cancerogeni

Riteniamo che l’allegata documentazione richieda immediati drastici interventi affinché si proceda nel più breve tempo possibile a porre rimedio a questa disastrosa situazione.

Le risultanze illustrate dal Concawe (Associazione Petrolieri Europei) e da Ricardo Ltd. (Primo ricercatore a livello mondiale in campo auto) indicano in oltre 20 i prodotti cancerogeni da un’ampia gamma di modelli auto NON VALUTATI nei collaudi dei nuovi motori (Né ovviamente dei vecchi).
Questi i dati di mortalità in Italia per tumori polmonari:

1968:       12.754/Anno     pari a circa: 35/giorno

1980:       23.803                                65/                ( + 86%   rispetto al 68’ )

1997        31.176                                85/                ( + 31%                 “ 80’)

Fonte a disposizione: statistiche mondiali sul cancro per l’Italia di WHO (World Health Organisation) / IARC (International Agency for Research on Cancer).

La spaventosa crescita della mortalità per tumori polmonari nel 1997 (nonostante gli enormi progressi della diagnostica medica) chiaramente legata all’inquinamento cittadino, trova una legislazione che non tiene in alcun conto le cause di un tale disastro.
Di quanto sopra è disponibile la relativa documentazione.
Questo è un dramma a cui si contrappongono palliativi. Si parla di polveri dove tutti e nessuno sono causa, si leggono centraline senza conoscere l’origine dei vari prodotti e non si investe in filobus, gasolio bianco, diesel-elettrici, in attesa dei futuri sviluppi.
A Genova sono stati tolti i filobus!
Non se ne parla?

Genova, Giugno 2002
Gruppo CRUSADE

Dott.Ing. G. B. Rupnik – Ha diretto per 15 anni la ricerca (R&D) con SHELL ed IP anche sull’inquinamento, collaborando con il “FEEMAS” (FIAT, ENI, ESSO, MOBIL, AGIP, SHELL), presso i laboratori in Genova Rivarolo (sciolto ormai da tempo).
Dott. R. Camera: - Chimico con lunga esperienza di analisi nel settore petrolifero.
Dott. G. Giunchedi: Dirigente di Raffineria con lunga esperienza impiantistica.
Dott.Ing. G.F. Migone - Dirigente Industriale e Consulete in Impianti Chimici.
Dott. C. Orlandi, Dirigente Chimico con lunga esperienza R&D in prodotti petroliferi.
Dott.Ing. M. Santini – Consulente Tribunale - Inquinamento ambientale – Associazione: www.euroacademy.it
Dott.Ing. G. Scavino – Dirigente di Raffineria Esperto di Tecnologie e Tecniche Petrolifere
(Questo gruppo genovese è disponibile per una consulenza a titolo gratuito).
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CRUSADE

La nuova direttiva Europea sugli impianti in pressione che entrerà in vigore alla fine di questo mese, (convertita in una assai severa legge italiana D.L. 25 Febbtaio 2000 N. 23, auspicata a causa dei gravissimi danni avutisi nel passato per inquinamento industriale come a Seveso, Venezia, Toulouse) comporta delle esenzioni che riguardano ad esempio le “Condotte forzate”, le “Turbine a Gas” ed i ”Motori a combustione interna” perché hanno una propria legislazione.

La legge in questione mira ad escludere tassativamente l’immissione in atmosfera di prodotti pericolosi per la salute e particolarmente i prodotti cancerogeni.
Il grave problema consiste nel fatto che l’attuale legge Euro 3 per il collaudo dei ”Motori a combustione interna” pone limiti ad una serie di prodotti pericolosi quali Solfati, Nox, CO, “CO2”, PM10 più Benzene* ma non ai derivati della combustione, specie di quest’ultimo, quali Benzoantracene e Benzopirene, decisamente cancerogeni.

Come se ciò non bastasse Ricardo Ltd. (Il più importante Centro Ricerche sui motori a livello mondiale), il CONCAWE (riunione periodica degli industriali petroliferi per trattare la lotta all’inquinamento) e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC/WHO) hanno pubblicato un documento (ne disponiamo copia di cui alleghiamo l’elenco cancerogeni)* da cui risulta che gli “spettri” di un vasto campionamento di emissioni di motori a scoppio contengono, oltre ai noti prodotti di cui sopra, una ventina di altri prodotti cancerogeni.
Da quanto sopra si trae che:

Per la nuova severa legge i motori a combustione interna possono immettere in atmosfera una notevole gamma di prodotti cancerogeni (come decisamente immettono) prodotti non inclusi nella specifica legge per collaudo dei nuovi motori.

Detto ciò non fanno meraviglia i seguenti dati sui decessi nel nostro paese per tumori polmonari (tralasciando i dati per cardiopatie con mortalità derivante da inquinamento):

1968:       12.754/Anno     pari a circa: 35/giorno

1980:       23.803                                65/                ( + 86%   rispetto al 68’ )

1997        31.176                                85/                ( + 31%                 “ 80’)

Fonte a disposizione: statistiche mondiali sul cancro per l’Italia di WHO (World Health Organisation) / IARC (International Agency for Research on Cancer).

Questo è un dramma a cui si contrappongono palliativi. Si parla di polveri dove tutti e nessuno sono causa, si leggono centraline senza conoscere l’origine dei vari prodotti e non si investe in filobus, gasolio bianco, diesel-elettrici.
La spaventosa crescita della mortalità per tumori polmonari (nonostante gli enormi progressi della diagnostica medica) chiaramente legata all’inquinamento cittadino trova una legislazione che non tiene in alcun conto le cause di un tale disastro. Di quanto sopra è disponibile la relativa documentazione.
Genova. Giugno 2002
Gruppo CRUSADE

Dott.Ing. G. B. Rupnik – Ha diretto per 15 anni la ricerca (R&D) con SHELL ed IP anche sull’inquinamento, collaborando con il “FEEMAS” (FIAT, ENI, ESSO, MOBIL, AGIP, SHELL), presso i laboratori in Genova Rivarolo (sciolto ormai da tempo).
Dott. R. Camera: - Chimico con lunga esperienza di analisi nel settore petrolifero.
Dott. G. Giunchedi: Dirigente di Raffineria con lunga esperienza impiantistica.
Dott.Ing. G.F. Migone - Dirigente Industriale e Consulete in Impianti Chimici.
Dott. C. Orlandi, Dirigente Chimico con lunga esperienza R&D in prodotti petroliferi.
Dott.Ing. M. Santini – Consulente Tribunale - Inquinamento ambientale – Associazione: www.euroacademy.it
Dott.Ing. G. Scavino – Dirigente di Raffineria Esperto di Tecnologie e Tecniche Petrolifere
(Questo gruppo genovese è disponibile per una consulenza a titolo gratuito).
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3. Sentenze emesse:

Reg. Riesame 138S/00

IL TRIBUNALE DI GENOVA

SEZIONE PER IL RIESAME

Riunitosi in camera di consiglio in data 21 settembre 2000 nelle persone dei 

Magistrati:

-         Dott. Bernardo DI MATTEI                                    -Presidente

-         Dott. Massimo CUSATTI                                        -Giudice est.

-         Dott. Cristina DAGNINO                                        -Giudice

Ha pronunciato la seguente

ordinanza

Provvedendo sulla richiesta di riesame proposta nell’interesse di XZXZXZ

xzxzxzxzxzxzxzxzxz avverso il decreto di sequestro probatorio emesso dal P.M. presso il Tribunale di Genova in data 3 Agosto 2000

IL TRIBUNALE

Letti gli Atti annessi dall’ Autorità procedente;

sentito il Difensore dell’indagato comparso all’odierna udienza camerale;

  • rilevato che le numerose “cartucce” e “bombe a mano” sequestrate in danno dei ricorrenti altro non sono che repliche del tutto inoffensive degli originali, da tempo offerte in vendita a privati ed anche ad enti pubblici quali la stessa Marina Militare, come si desume dalla documentazione prodotta dalla difesa,

  • ritenuto per vero che dalla stessa consulenza tecnica del P.M. in atti, a firma dell’ Ispettore di P.S. Melis, emerga il grossolano equivoco di cui è frutto l’impugnato provvedimento; ed invero, sia il primo esemplare di “bomba a mano” casualmente rinvenuto presso un pubblico esercente di Genova, sia quegli altri sequestrati presso l’azienda dei ricorrenti che gliel’avevano fornito sono risultati privi di molla, percussore ed innesco, e dunque del tutto inoffensivi. Il rilievo che ciascuno di quegli inerti involucri possa, “con opportuni accorgimenti, essere usato come contenitore di materiale esplodente e, con opportuno innesco, riportato ad essere il pericoloso ordigno a frammentazione che era in origine” è talmente generico ed onnivalente da poter essere agevolmente adattato a qualsiasi tipo di contenitore: dalle semplici bottiglie, che in teoria possono essere trasformate in “molotov”, ai barattoli di latta ed alle scatole di cartone compresso. -……- troppo evidente che questi oggetti indicati a titolo di esempio, al pari dei semplici simulacri sequestrati, sfuggono alla rigorosa normativa concernente le armi da guerra e le loro parti, per contro applicabile ai soli oggetti le cui parti essenziali mancanti siano agevolmente reperibili, in modo da consentirne il facile reimpiego secondo l’uso che gli è proprio (giurisprudenza assolutamente costante; v., per tutte, Cass. Sez. I. n° 13860 del 17-10-89). Orbene le “bombe a mano” in questione – che altra funzione non sembrano avere se non quella di soddisfare esigenze di arredamento, per quanto bizzarre, ovvero sceniche od ancora di addestramento militare – risultano mancanti sia dell’innesco, sia della molla, sia del percussore: ed il consulente tecnico della difesa ha attendibilmente chiarito, a pag. 13 dell’elaborato “A” acquisito agli atti, che l’eventuale operazione di ricarica ( così come minuziosamente descritta alle pagg. 6-8 della “relazione suppletiva”  del 14-09-2000 ) sarebbe, oltre che estremamente difficile e complessa in aperto contrasto con l’orientamento giurisprudenziale prima richiamato, addirittura assai pericolosa per la stessa incolumità di chi la realizzasse;

  • rilevato, quanto alle restanti “cartucce”, che le stesse nemmeno sono state sottoposte ad un accertamento tecnico idoneo a verificarne la potenzialità esplosiva, tanto che la Polizia operante le ha sequestrate di propria iniziativa, pur se nell’ambito della delega del P.M. a svolgere una perquisizione volta alla ricerca di “armi”. Anche in questo caso si è trattato di un equivoco: il consulente tecnico della difesa ha chiarito con dovizia di argomentazioni, alle pagg.   2-3 dell’elaborato “A”, che i bossoli rinvenuti e sequestrati presso i ricorrenti sono privi non solo di innesco e carica di lancio, ma quasi tutti collegati ad un nastro di alimentazione inamovibile ( per espressa affermazione contenuta nel verbale di sequestro, in cui si afferma che “non sono separabili manualmente”) ed in parte, per giunta, anche forati. Da tali circostanze di fatto il perito balistico Gonella ha congruamente desunto, quindi, l’assoluta inutilizzabilità a fini offensivi di quelli che vanno considerati dei semplici inerti metallici da mostra: per cui nemmeno a tale riguardo viene in rilievo la normativa addotta dal P.M. a sostegno dell’impugnato provvedimento;

  • ritenuto, in conclusione, che il decreto debba essere integralmente annullato, non avendo ad oggetto “corpi” di un qualsiasi reato ovvero cose ad esso pertinenti, con conseguente restituzione del compendio agli aventi diritto;

p.q.m.

visti gli artt. 257, 309 e 324 c.p.p., 

annulla  

l’impugnato decreto di sequestro probatorio; per l’effetto, 

ordina

la restituzione agli aventi diritto ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ XXXXXXXXXXXXXXX del compendio sequestrato, delegando per l’esecuzione il competente P.M. presso il Tribunale di Brescia ( cui l’omologa Autorità in sede ha trasmesso gli atti con ordinanza del 4 agosto u.s.); 

manda  

alla Cancelleria per le comunicazioni di rito. 

Genova, … settembre 2000       

                 Il Giudice estensore                                       Il Presidente

             Massimo Cusatti                                     ……… Di Mattei

      Copia conforme all’originale                      Depositato in Cancelleria    

         Genova 22-09-2000                                    addì 22-09-2000

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4. Studio Tecnico delle fotografie digitali ed analogiche:




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5. Recensioni:


ORDONNANCE
Republique Francaise au nom du Peuple Francais
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Il legionario accusato di UXORICIDIO
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